2) Nicola Cusano. Numero ed armonia cosmica.
Il numero esprime l'ordine e l'armonia delle cose. Per questo, se
esistesse solo il massimo e il minimo, fra essi non vi sarebbe che
il vuoto di essere e di conseguenza anche il vuoto di numeri.
Perch esistano il massimo e il minimo  necessaria anche
l'esistenza dei numeri intermedi, cio di tutta la serie dei
numeri. Inoltre l'unit numerica non coincide con nessun numero in
particolare, neppure con il minimo ed il massimo. La sua
trascendenza rispetto alla scala numerica  immagine della
trascendenza di Dio.
N. Cusano, De docta ignorantia, l. primo, capitolo V.

[...] E poich tutte le cose sono in quel miglior modo in cui
possono essere, cos non ci pu essere pluralit di enti senza il
numero. Tolto infatti il numero, vengono a mancare la distinzione
e l'ordine, la proporzione, l'armonia, e la stessa pluralit degli
enti. E anche se il numero stesso fosse infinito, poich sarebbe
allora massimo in atto, e coinciderebbe con esso il minimo,
cesserebbero tutte le cose di cui si  parlato. Torna infatti la
stessa cosa, dire che il numero infinito  e non  affatto[...]
Perci  evidente che l'aumento del numero , in atto, finito, e
che esso sar in potenza ad un altro, come pure nella diminuzione
il numero si comporter in modo che dato un numero comunque
piccolo, in atto, ne sia ancor sempre possibile per sottrazione
uno minore, cos come per aumento uno maggiore, allo stesso modo;
poich [altrimenti] non ci sarebbe nessuna distinzione delle cose,
n ordine, n pluralit, n si troverebbe nei numeri quello che
supera e quello che  superato, e anzi non ci sarebbe numero
affatto. Per la qual cosa  necessario che nel numero si giunga ad
un minimo di cui non ci possa essere il meno, come  l'unit. E
poich non ci pu essere un meno dell'unit, questa sar il minimo
semplice, che coincide con il massimo, per le ragioni appena
esposte. Non pu perci l'unit essere un numero, poich il
numero, ammettendo la differenza in pi e in meno, non pu in
nessun modo essere il semplice minimo o il semplice massimo; ma
essa  il principio di ogni numero, in quanto  il minimo, ed 
fine di ogni numero in quanto massimo. E' quindi l'unit assoluta,
cui nulla si oppone, la stessa assoluta massimit, che  Dio
benedetto. Questa unit, essendo massima, non  moltiplicabile,
poich  tutto ci che pu essere. Non pu perci essa stessa
diventare numero.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
sesto, pagine 1021-1022.

G. Zappitello, Antologia filosofica,, Quaderno secondo/1. Capitolo
Uno.
3) Nicola Cusano. Unit ed eternit.
Ancora una serie di riflessioni di Nicola Cusano sui numeri ed in
particolare sul rapporto fra unit e dualit per insistere sulla
valenza teologica del rapporto.
N. Cusano, De docta ignorantia, l. primo, capitolo settimo.

 [...] Ci che precede ogni alterit nessuno dubita che sia
eterno; alterit  infatti la stessa cosa che mutabilit, ma tutto
ci che per natura  anteriore alla mutabilit  immutabile, e
perci eterno. Ma l'alterit consta dell'uno e dell'altro, e
perci l'alterit, in quanto numero,  posteriore all'unit.
L'unit  perci per natura prima dell'alterit, e poich anche
per natura precede l'alterit, l'unit  eterna. [...].
L'alterit pertanto e l'ineguaglianza andranno per natura insieme,
poich in modo particolare il due  la prima alterit e la prima
ineguaglianza, ma abbiamo provato che l'uguaglianza precede per
natura l'ineguaglianza, e perci anche l'alterit; l'uguaglianza
sar perci eterna. [...].
Se quindi l'unit  causa di nesso, e il due al contrario causa di
divisione, allora, siccome per natura l'unit  prima del due,
cos anche il nesso sar per natura prima della divisione. Ma la
divisione e l'alterit vanno insieme per natura, perci anche il
nesso, come l'unit,  eterno, essendo prima dell'alterit.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
sesto, pagine 1022-1023.
